Ognuno si sente il portatore della “verità” del senso della giustezza delle proprie opinioni ma soprattutto della certezza di chi non la pensa come lui, sia assolutamente nel torto.
Da sempre affermiamo che il “dialogo” sia l’unica strada per ottenere un bene comune che non può essere di “proprietà” dell’intransigenza e della presunzione. Vediamo rispecchiare, troppo fedelmente, una situazione politica fatta di troppi “io”…
Nella situazione drammatica del terremoto, ci siamo “riscoperti” i più grandi detentori del concetto di “solidarietà” ma con il solito difetto di essere uniti in “ordine sparso”! Mille iniziative, mille idee, mille proponimenti, tanto che poi arrivano coperte dove già ci sono, mangiare scaduto inutilizzabile, ecc. ecc. Ma noi, nel mondo dello sport non ci esoneriamo da questo “caos” organizzato, e così si progettano stage, e manifestazioni con l’intento di fare una “gara” a chi è più “solidale” senza pensare che forse, con il solo concetto dell’unità d’intenti, forse, si potrebbe fare veramente di più e meglio.
Non vogliamo dare lezioni d’organizzazione né tantomeno erigerci a sapienti conoscitori di quello che “si sarebbe potuto fare meglio” ma l’esperienza e la conoscenza dell’ambiente ci permette di vedere oggettivamente una situazione “bella” ma confusa dove c’è anche qualche piccolo “approfittatore”. Tanto per concludere e per fornire un nostro punto di vista, forse e ripetiamo forse, se molte iniziative organizzate “spalla a spalla”, affiancate l’una a l’altra, sia in senso temporale che fisico, fossero state “coordinate da un pensiero “condiviso”, si sarebbero potuti ottenere risultati eclatanti anziché “piccoli” successi personali. E come disse Albert Einstein:
“Non cercare di diventare un uomo di successo, ma piuttosto un uomo di valore”.
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